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Dimenticare Mai! Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria
Anche quest'anno l'Arci celebra la Giornata della Memoria per ricordare lo sterminio degli ebrei e l'orrore dell'antisemitismo. Il parlamento italiano ha scelto il 27 gennaio, data della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, come giornata simbolica ed evocativa. Per non dimenticare gli orrori del nazismo ma anche le persecuzioni razziali in Italia durante il fascismo.A tutti coloro che hanno saputo opporsi e vincere quella barbarie va la nostra gratitudine.Il nostro impegno civile si chiama Mai Più Antisemitismo. Un impegno per il presente e per le generazioni future, contro tutti i razzismi e le discriminazioni. Per la pace e la giustizia sociale.Nella convinzione che per costruire un mondo diverso la memoria è necessaria.






27/01/07
Anche il circolo arci di Crema nuova si unisce alle celebrazioni per “la giornata della memoria”, che il Parlamento italiano ha individuato nel 27 gennaio, giorno in cui fu liberato il campo di sterminio di Auschwitz.Senza alcuna retorica, riteniamo che ricordare, in un giorno ben preciso dell’anno,quei tragici eventi possa aiutare le nuove generazioni a ripudiare ogni forma di discriminazione e in particolare quella razziale ed antisemita.In questa giornata il nostro pensiero va a quei bambini strappati dalle braccia delle loro madri e destinati alle camere a gas e ai forni crematori; a quelle donne obbligate a subire il medesimo destino; a quelle madri che, pur di non abbandonare i propri figli, non sentirono l’odore mortale del gas zyklon-B perché fucilate ancor prima di arrivare alle camere della morte da uomini senza Dio, né ragione; a quegli uomini che, con sofferenze ancora più immani e tremende, lavorarono e vissero per mesi al gelo e nella sporcizia, denutriti, malati, tanto da diventare, alla lunga, vere e proprie larve umane anch’esse destinate, a quel punto, alle camere a gas; a quei pochi fortunati che riuscirono a sopravvivere e che oggi possono testimoniare a tutti cosa rischiò il mondo intero se Hitler avesse trionfato.Qualcuno può chiedersi: ma quale fu la loro colpa? Solo ed unicamente quella di essere nati.Mai la follia umana è riuscita a concepire un disegno di morte e distruzione così vasto e su ampia scala.Eppure tutto ciò è accaduto ed è per questo motivo che ricordare ogni anno è molto importante. Anche noi, nella nostra piccola realtà, possiamo farci portavoce di quei valori e di quei diritti(libertà, uguaglianza contro ogni forma di discriminazione e rispetto dei diritti umani) che, dopo questi tragici fatti, ogni singola nazione ha scolpito tra le proprie costituzioni e le proprie leggi fondamentali.La memoria di quelle terribili vicende speriamo possa servire a fare in modo che non si verifichino più, MAI PIU’.
IL CONSIGLIO
Introduzione
In Germania i nazisti, non appena si insediarono al potere, il 30 gennaio 1933, istituirono i Konzentrazionslager, dove la polizia politica, la Gestapo, rinchiuse oppositori politici-comunisti, socialisti, "dissidenti religiosi", testimoni di Geova, protestanti dissidenti ed ebrei. Inoltre la polizia criminale, operò arresti preventivi di persone con precedenti penali, di zingari, omosessuali, disabili, prostitute e di tutti coloro che a vario titolo vennero considerati "associali". I campi furono gestiti dalle SS (Schutzstaffen o unità di protezione) con una brutale severissima disciplina militare. (cartina) Nella seconda metà degli anni Trenta campi di concentramento furono insediati a Dachau, Auschwitz-BIRKENAU, Sachsenhausen, Buchenwald, Flossembürg, Mauthausen e Ravensbrück, che fu un campo esclusivamente femminile. Nel 1939 gli internati erano 25.000. Durante la seconda guerra mondiale vennero costruiti molti altri campi, alcuni dei quali anche in Polonia e in Serbia dove finirono ebrei, prigionieri di guerra sovietici e partigiani. A partire dal 1942 furono instituiti i campi di sterminio, nei quali venivano rinchiusi ebrei vittime di deportazioni sistematiche, eseguite per attuare "la soluzione finale", che ebbe come scopo l'annientamento delle razze inferiori. Gli internati erano costretti ai lavori forzati e coloro che non resistevano venivano uccisi. Alcuni vennero addirittura impiegati come cavie in sperimentazione scientifiche e mediche. Perirono con i gas oppure per fame e malattie circa 11 milioni di persone, di cui più di 6 milioni di ebrei.
Lo sterminio degli ebrei
Quando, il 27 gennaio 1945, l’Armata Rossa fece il suo ingresso nel campo di concentramento di Auschwitz, emerse, in tutta, la sua drammaticità, l’orrore per l’olocausto di un popolo, le cui crude immagini, immortalate dagli operatori sovietici e mostrate al processo di Norimberga, come prova contro i crimini nazisti, sconvolsero il mondo intero, che prese finalmente coscienza dell’agghiacciante e sistematico stermino di ben 6 milioni di ebrei, un massacro teorizzato da Hitler nel suo "Mein Kampf" e coscientemente messo in pratica, dopo la conquista del potere.Con l’avvento del regime della svastica, nel gennaio 1933, la politica razziale nazista, volta ad affermare il dominio della pura razza ariana , a scapito dell’indegno popolo ebraico, traditore e nemico della patria, trovò tragica attuazione, tramite l’emanazione di provvedimenti, tra cui le leggi di Norimberga del 1935, volti a privare gli ebrei di ogni diritto civile e politico, costretti a portare, come marchio d’infamia, una stella gialla sul petto.Gli ebrei furono interdetti dagli uffici, dalle libere professioni, dalle scuole ariane, dalle banche; espulsi ed allontanati dalle loro abitazioni, furono rinchiusi in appositi quartieri recintati, i famigerati "ghetti", ove vivevano, praticamente, da reclusi, come appestati, ridotti all’emarginazione, privati di tutti i loro averi, confiscati dall’apparato nazista e sfruttati come manodopera, dietro salari irrisori, nelle industrie del reich.Ma se, in questa fase iniziale, il nazismo operò "solamente" una politica di discriminazione verso i cittadini di sangue ariano, una tragica impennata, verso una vera e propria, sistematica, azione di sterminio, si venne a determinare nel novembre 1938, nella cosiddetta "notte dei cristalli", quando, per vendicare l’uccisione, a Parigi, di un diplomatico tedesco, ad opera di un giovane ebreo, le SS e le SA scatenarono l’inferno: nella notte tra l’8 e il nove novembre, in una sola notte, furono incendiate le sinagoghe, distrutti i negozi ebrei, arrestate e massacrate, in una drammatica spirale di violenza, centinaia di persone; era ormai ben chiaro che Hitler intendesse andare fino in fondo, verso una politica, non solo di persecuzione, come avvenuto nei primi anni, ma, dopo aver pensato e scartato una deportazione di massa in Madagascar, di vero e proprio annientamento, in una "soluzione finale" del problema ebraico, la cui organizzazione venne affidata, il 31 luglio 1941, poco tempo dopo l’avvio dell’"Operazione Barbarossa" contro l’odiato nemico bolscevico, dal vice-fuhrer Goring, al comandante della polizia di sicurezza Heydrich.Il 20 gennaio 1942, a Wannsee, presso Berlino, in una riunione dei vertici del reich, la "soluzione finale" trovò tragica e concreta pianificazione ed approvazione, aprendo le porte al più grande orrore che la storia ricordi, la morte di 6 milioni di persone nei campi di concentramento nazisti.Centinaia di migliaia di persone vennero deportate verso i lager, in un viaggio senza ritorno; ammassate come bestie nei cosiddetti treni della morte, costrette a viaggiare in condizioni disumane, al loro arrivo venivano selezionate dai responsabili del campo; i vecchi, le donne e i bambini erano avviati direttamente alle camere a gas e sterminati con il devastante topicida Zyklon B, gli abili al lavoro, dopo essere stati rasati, costretti ad indossare un camice a righe, tatuati con un numero di matricola, che soppiantò il loro nome, venivano spremuti come limoni e ridotti a vere e proprie larve umane; costretti a lavorare non meno di 12 ore al giorno, obbligati, la sera e la mattina, a rimanere immobili per ore, pena pesanti punizioni corporali, durante gli interminabili appelli, si ritrovarono, ben presto, distrutti nel fisico e nel morale, a morire di stenti, al termine di un percorso fatto di malattie, fame e sevizie ad opera dei feroci e sadici reparti SS Totenkopfverbande, incaricati di far rispettare e mantenere, la dura legge dei lager; molti detenuti venivano poi utilizzati, come cavie umane, dai medici nazisti e sottoposti ad esperimenti agghiaccianti; infine i corpi dei cadaveri finivano nei forni crematori e bruciati a migliaia al giorno, determinando la fuoriuscita, dalle ciminiere dei campi, di orripilanti, oscure, lingue di fuoco, che offuscavano il cielo sovrastante, con la loro grigia cenere.Solo la sconfitta nazista pose fine all’incubo, ad un genocidio, organizzato, freddamente a tavolino, da un’oscura ideologia simbolo di morte e distruzione, che sterminò, senza alcuna pietà ben 6 milioni di persone in nome della svastica e del suo spietato fuhrer, che già nel 1923, durante la composizione del "Mein Kampf" scrisse: " Unwertes leben zu vernichten, bedeuted kein schuldigwerden", " Das schwache muss weggeraeumt werden", "annientare una vita senza valore non comporta alcuna colpa, il debole deve essere distrutto".